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Una giovane donna che disegna nell’aria “spazio bianco non ancora popolato”, libera movimenti aggraziati, come un volo immaginario. Sprigiona ciò che si muove in lei. Come dentro di noi, persone che abitano “le terre a nord“ anche dette della Lessinia. Il nostro centro. E le sue molteplici periferie, poste in ogni dove. Mescolanze? Movimento. Nel profondo e oltre le superfici, dentro e fuori, centrale e periferico. Immaginare, muovere, incontrare, scoprire, con quattro note, una conversazione, mezza condivisione. E giocare con la terra, creando forme che non esistono, relazioni che non esistono, condividere parole estranee. Inventarne di nuove. E potersi stupire per una piccola e inedita emozione. Questo è il nostro augurio.

 

“Non come ci si muove,

ma quello che ci muove".

(Pina Baush)

 

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Concerto/Reading

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